Ci sono label che nascono da un genere musicale, altre da una precisa esigenza artistica. E poi ci sono progetti che sembrano nascere prima ancora della musica: da un luogo, da una comunità, da una serie di esperienze condivise.
Melifera Records appartiene a quest’ultima categoria.
Abbiamo parlato con Arthur Bohl e Corentin Mouveaux, co-founder della label francese, per capire cosa si nasconde dietro un progetto nato dalle esperienze collettive di La Vallée Électrique e cresciuto insieme a un sound system, a una famiglia di artisti e a una precisa idea di indipendenza.
Una storia che parte dalle free-party dell’adolescenza, attraversa foreste, festival, scenografie e sound system, e arriva oggi a una scelta radicale: dal prossimo ottobre 2026, il 100% delle release Melifera sarà pubblicato in vinile.
Ma soprattutto, una storia che sembra rifiutare deliberatamente l’idea di dover riempire un vuoto.
RMR Radio: Cosa vi ha spinto a fondare Melifera Records?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Abbiamo iniziato organizzando eventi festivi quando eravamo adolescenti. Le nostre piccole free-party sono cresciute gradualmente fino a diventare festival, attraversando ambienti e scenari diversi.
Nel 2016 abbiamo organizzato la prima festa nella foresta nascosta di La Vallée Électrique. Non lo sapevamo ancora, ma la forte risonanza con quel luogo così particolare avrebbe dato vita al progetto Melifera, un progetto che ci accompagnerà per tutta la vita.
Nel 2020 abbiamo costruito il nostro primo sound system, insieme alle strutture scenografiche. Nel frattempo i nostri gusti musicali sono diventati sempre più definiti e profondi, mentre il gruppo si è trasformato e ampliato fino a diventare quello che è oggi: una grande famiglia di artisti.
In questo percorso, la label è arrivata naturalmente, come una finestra aperta sul mondo.
E proprio come continuiamo ogni anno a perfezionare il nostro sound system e a consolidare i legami umani che fanno battere il collettivo, anche la label cresce e continua ad alzare il proprio livello qualitativo.
Non c’è quindi una separazione netta tra festa, sound system, scenografia, comunità e label. Melifera sembra essere la prosecuzione naturale di un ecosistema già esistente.
RMR Radio: C’era un vuoto emotivo o artistico che stavate cercando di colmare?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Non c’è nessun vuoto che abbiamo voluto colmare.
Agiamo senza la minima pretesa, senza cercare di reinventare la ruota o rivoluzionare la musica. Lavoriamo semplicemente per far emergere belle cose intorno a noi.
Poi la label diventa un altoparlante per amplificare ciò che sta accadendo e condividerlo con il mondo.
È forse una delle dichiarazioni più interessanti dell’intervista: Melifera non nasce dalla necessità di occupare uno spazio, ma dalla volontà di amplificare qualcosa che esiste già.
Un approccio che ritornerà più volte nel loro modo di parlare della label.
RMR Radio: Le vostre release hanno spesso un carattere molto visivo e cinematografico. Immagini, paesaggi o cinema influenzano la vostra curation?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: È chiaramente il paesaggio e l’atmosfera del festival La Vallée Électrique a guidare le nostre selezioni.
Ci sono le atmosfere dell’after dub-techno al mattino nella prateria, il break psichedelico sotto gli alberi nel pomeriggio, la deep mistica nella foresta nel cuore della notte, oppure il chill-out sognante vicino al ruscello, quando il vento fa danzare le foglie.
Ci piace quando le macchine cantano per raccontare gli alberi.
E in questo mondo, non è forse necessario, persino urgente, poetizzare la riconciliazione dello strumento tecnologico con gli esseri viventi e gli ambienti naturali?
Qui Melifera sembra trovare il proprio centro.
Non una semplice contrapposizione tra natura e tecnologia, ma il tentativo di immaginare un punto di incontro: macchine, paesaggi, corpi, musica e comunità che possono coesistere all’interno dello stesso racconto.
RMR Radio: Quanto conta l’atmosfera rispetto al genere nella vostra selezione?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Melifera contiene diversi stili e influenze, mantenendo però una continuità omogenea.
Da noi l’emozione viene prima della tecnica.
Le due cose sono necessariamente legate, ma non ci fermeremo mai davanti a un brano estremamente tecnico o perfettamente rifinito se non riesce a toccarci.
È un principio curatoriale semplice, ma tutt’altro che banale: la qualità tecnica non è sufficiente.
Nel 2023 è nato anche Polën, progetto dedicato a paesaggi più ambient e downtempo, mentre Melifera rimane maggiormente orientata verso musiche danzabili.
La diversità, quindi, non significa necessariamente dispersione.
RMR Radio: Come scoprite gli artisti per la label?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Il label ha attraversato tre grandi fasi.
All’inizio andavamo noi a cercare i produttori in maniera proattiva.
Poi, di fronte all’aumento delle demo ricevute, ci siamo concentrati soprattutto sull’ascolto delle proposte esterne.
Infine abbiamo fatto una scelta radicale: chiudere la porta alle demo per concentrarci esclusivamente sulla nostra cerchia di artisti vicini e amici.
E c’è un’altra scelta altrettanto importante: a partire da ottobre 2026, il 100% delle nostre uscite sarà disponibile in vinile.
Una decisione che sembra quasi il naturale proseguimento della filosofia Melifera: meno dispersione, più relazione; meno quantità, più appartenenza.
Per sapere cosa arriverà dopo, dicono loro con un sorriso, bisognerà semplicemente seguire @meliferarecords.
RMR Radio: Vedete la label più come un archivio, una piattaforma o una narrazione in evoluzione?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Tutte e tre.
È un archivio dei nostri ricordi.
È anche una piattaforma professionale e tecnica per gli artisti.
Ed è una narrazione evolutiva e poetica delle nostre amicizie: la storia di un gruppo di persone la cui vita viene plasmata attraverso la musica.
Ma c’è un altro elemento fondamentale.
Una struttura indipendente come la nostra deve portare con sé un discorso culturale radicato nella società.
La musica non deve ridursi a semplice intrattenimento. Ha il potere di creare legami, portare idee, difendere valori e trasmettere messaggi.
Cerchiamo, per quanto possibile, di dare un senso a ciò che facciamo.
Archivio. Piattaforma. Narrazione.
Tre parole che spiegano bene perché Melifera non sembri interessata a essere soltanto un contenitore di release.
RMR Radio: Come è cambiata la scena underground intorno a voi negli ultimi anni?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Non ci sentiamo particolarmente legittimati a rispondere a questa domanda.
Non considero particolarmente il nostro lavoro come “underground”. Potremmo dire “moderno”, al massimo.
Perché mentre le culture underground — free-party, punk e altre — si posizionano all’interno di una dinamica di repressione e insubordinazione, noi utilizziamo piuttosto un metodo di propagazione progressiva.
Come il muschio che cresce tranquillamente sui detriti del vecchio mondo.
È una delle immagini più potenti dell’intervista.
Non la conquista. Non la rivoluzione. La propagazione.
Una crescita lenta, organica, quasi biologica.
RMR Radio: Che ruolo pensate abbiano oggi radio e label indipendenti nella costruzione di comunità significative attorno alla musica?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Pensiamo che abbiano ancora un ruolo essenziale.
Permettono di federare localmente, ma anche di creare un ponte con persone dall’altra parte del mondo.
Un ecosistema di esseri umani specifici, con valori e visioni specifiche, prende forma digitalmente attraverso una label o una radio, diventando leggibile per qualsiasi essere umano sulla Terra.
L’arte di formare queste entità è difficile, ma può essere molto divertente.
Per gli artisti esistono anche funzioni concrete: amministrative, economiche, logistiche.
Ma il raggruppamento ha soprattutto una funzione artistica: cercare di sintetizzare ciò che gli artisti attraversano insieme.
È così che emergono quelli che definiscono micro-movimenti artistici: lo spirito di un tempo e di un luogo.
Rottura, visione, catarsi o laboratorio.
È attraverso il gruppo che le caratteristiche comuni diventano visibili e che possiamo comprendere un’epoca.
È esattamente la logica che muove anche RMR Radio dalla Bolognina: una web radio indipendente come punto di raccolta di percorsi diversi, più che come vetrina.
RMR Radio: Ci sono città, scene o movimenti culturali che vi stanno ispirando particolarmente in questo momento?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: Non c’è una città, una scena o un movimento culturale in particolare che ci ispiri.
È sottile il rischio di lasciarsi rinchiudere nella propria bolla informativa, finendo saturati dai contenuti di persone che ci assomigliano già.
Per questo cerchiamo di coltivare il più possibile uno stato mentale curioso.
Lavoriamo per molti festival con direzioni artistiche molto diverse, come sound engineer e scenografi, e questo ci permette di incontrare regolarmente persone interessanti e fare nuove scoperte artistiche.
Ancora una volta, la parola chiave è curiosità.
Non cercare necessariamente una scena da adottare, ma continuare a esporsi a mondi diversi.
RMR Radio: Cosa state cercando oggi nella musica che sentite diventare sempre più raro?
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux: In realtà sentiamo soprattutto una grande abbondanza di ciò che ci piace.
All’interno di Melifera incoraggiamo, per esempio, la pratica collettiva della musica elettronica attraverso i B2B tra DJ o attraverso formazioni di gruppo, come Polën Biotope e Sauvage Dub Trio.
E sembra funzionare: trova una risposta nel pubblico.
In generale siamo felici della diversità e dell’evoluzione della musica della nostra epoca.
E siamo anche orgogliosi di contribuire, nel nostro piccolo, a tutto questo.
Non c’è quindi una ricerca nostalgica di qualcosa che la musica contemporanea avrebbe perso.
Al contrario: Melifera sembra vedere il presente come un territorio ancora estremamente fertile.
Forse è proprio questo l’aspetto più interessante di Melifera Records.
Non una label costruita attorno alla necessità di definire un genere, né attorno alla volontà di occupare uno spazio già esistente.
Piuttosto, un progetto cresciuto attraverso le persone, i luoghi e le esperienze condivise.
Una foresta, un festival, un sound system, delle scenografie, una famiglia di artisti.
Poi i dischi.
E da ottobre 2026, esclusivamente vinile.
La loro idea di indipendenza non sembra quindi essere quella di stare semplicemente “fuori” da qualcosa.
È un’altra cosa.
È crescere lentamente.
Come il muschio sui detriti del vecchio mondo.
E forse, in un’epoca in cui tutto deve essere immediatamente visibile, catalogabile e consumabile, è proprio questa lentezza a rendere Melifera interessante. Un’idea che attraversa anche il modo in cui costruiamo il palinsesto e l’archivio di RMR Radio.
Arthur Bohl & Corentin Mouveaux
Melifera Records co-founders
RMR Radio — Radio Magnetic Resonance, la web radio indipendente di Bologna — quartiere Bolognina
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